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ParassitiUna riprova di quanto, da anni, dico durante le mie visite ambulatoriali.

Zanzare, pulci e zecche, stanno diventando sempre più insidiose. Crescono i fattori di rischio che il Medico Veterinario deve valutare: condizioni climatiche ed ambientali, stili di vita, nuovi vettori. La protezione antiparassitaria è consigliabile tutto l'anno. Campagna ANMVI-SIDEV-ESCCAP. 

Prende il via questo mese una campagna stampa di sensibilizzazione alla prevenzione, attraverso il controllo delle infestazioni da parassiti interni e da parassiti esterni. Promossa secondo le linee guida ESCCAP (European Scientific Counsel Companion Animal Parasites), la campagna evidenzia il ruolo del medico veterinario nel consigliare la protezione antiparassitaria annuale più efficace e personalizzata.

Nuovi fattori di rischio
• Cambiamenti climatici: l’aumento della temperatura e l’elevato tasso di umidità che si protraggono ormai ben oltre l’estate si stanno rivelando determinanti nell’estendere i cicli vitali di questi vettori; nemmeno l’autunno ferma l’assalto di zanzare, pulci, pidocchi e zecche
• Nuovi vettori si aggiungono a quelli autoctoni: la zanzara tigre, che punge nelle ore diurne, aumenta il rischio di trasmissione della Filariosi cardiopolmonare
• Stili di vita: da qualche anno sempre più spesso gli animali seguono i proprietari negli spostamenti per vacanza o per lavoro. Questo fenomeno può portarli a contrarre delle infezioni nei luoghi di soggiorno temporanei, per poi infettare gli altri animali una volta tornati nelle zone di residenza
• Ambiente di vita: la maggior parte dei cani e dei gatti sono membri della famiglia e vivono sempre in casa dove, grazie al riscaldamento, i parassiti trovano tutto l’anno temperature “primaverili”, adatte alla loro sopravvivenza. Gli animali, inoltre, che vivono all’aperto o insieme ad altri, i randagi, gli animali dei ricoveri, i cani da caccia e da lavoro sono a maggior rischio di venire a contatto con endo ed ectoparassiti, magari legati a specie selvatiche.

Ogni animale richiede cure specifiche e personalizzate- Il Medico veterinario, nel raccomandare un programma per il controllo dei parassiti, deve tenere in considerazione molti fattori, tra cui l’età dell’animale (giovani e anziani sono a maggior rischio), lo stato fisiologico (femmine in gestazione e lattazione possono trasmettere malattie/parassiti alla cucciolata), lo stile di vita e se vive con altri soggetti o con altre specie, all’aperto o in appartamento, se viaggia o è stanziale.

Controllo dei vermi intestinali tondi e piatti (endoparassiti ascaridi, ancilostomi e tricuridi)- E' importante che duri per l’intera vita dell’animale. Con le attuali misure di lotta a questi parassiti si è ridotta la morbilità e anche la mortalità di soggetti in giovane età, anche se spesso le infestazioni negli adulti sono senza sintomi o con sintomi lievi. Ne consegue una continua eliminazione e disseminazione di uova nell’ambiente per lunghi tempi, sovente all’insaputa del proprietario. E’ importante sapere che alcune specie di parassiti intestinali (es. ascaridi e anchilostomi) rappresentano un rischio concreto anche per l’uomo e in particolare per i bambini; il loro controllo è un gesto di responsabilità sia verso i nostri amici a quattro zampe che verso noi stessi, protraendolo fino all’autunno, quando la riapertura delle scuole aumenta la frequentazione dei parchi e ne favorisce la trasmissione.

Controllo degli endoparassiti non intestinali (Dirofilaria immitis e Dirofilaria repens). La Filariosi cardiopolmonare (FCP) e la Filariosi sottocutanea (FSC) sono endemiche in numerosi Paesi del sud e dell’est Europa. I cambiamenti climatici, favorevoli allo sviluppo del parassita, e l’aumentata frequenza di spostamenti degli animali d’affezione hanno aumentato il rischio di infestazione per il cane e il gatto durante l’arco dell’anno: in particolare, gli esperti consigliano di effettuare la prevenzione nei confronti della filariosi, con la somministrazione mensile, iniziando non oltre 30 giorni dall’inizio della stagione di volo dei vettori ed continuandola fino al tardo autunno. Nell’Europa del Sud, come in Italia, il trattamento dovrebbe cominciare a maggio e continuare fino a novembre-metà dicembre. Allo stato attuale il controllo si basa sull’uso di farmaci in grado di eliminare le larve trasmesse con la puntura della zanzara, evitando che diventino adulte.

Controllo degli ectoparassiti: pulci e zecche. L’infestazione dei parassiti cutanei solitamente segue cicli stagionali. Il loro maggiore effetto è legato alla comparsa di problemi cutanei come prurito e, in alcuni casi, forme allergiche; oltre all’azione di sottrazione di sangue, che può diventare grave nei casi di soggetti giovani e di infestazioni massive con lo sviluppo di anemie, questi parassiti possono essere vettori di patogeni che portano a malattie gravi e persino mortali, sia nel cane sia nell’uomo.
L’aumentata movimentazione degli animali d’affezione associata ai cambiamenti climatici e ambientali in atto, influenzano la diffusione di alcune specie di ectoparassiti e delle malattie da essi trasmesse rendendola potenzialmente pericolosa in ogni stagione. È poi possibile l’introduzione di nuove specie di ectoparassiti in regioni attualmente non endemiche anche attraverso la movimentazione di animali e/o migrazioni di specie selvatiche.

Nuove dinamiche stagionali- L’infestazione da pulci ha picchi in tarda primavera, ma recenti studi dimostrano che nelle nostre case il rischio di infestazione da pulci resta alto anche in inverno grazie al riscaldamento domestico: in queste condizioni il controllo dell’infestazione deve essere costante durante tutto l’anno: sempre più spesso i dermatologi veterinari riscontrano problemi dovuti alle pulci in autunno inoltrato e in inverno quando i trattamenti sono stati interrotti perché si è erroneamente considerato solo l’abbassamento della temperatura esterna.
Anche l’infestazione da zecche segue dinamiche stagionali (marzo-giugno; agosto-novembre) ma alcune specie sono presenti durante l’intero anno sia nell’ambiente che sugli animali: il periodo autunnale è quello più a rischio per la trasmissione di malattie in quanto spesso i proprietari interrompono la prevenzione troppo presto; è quindi consigliabile proteggere gli animali in modo continuativo. (Ufficio stampa: Vox Idee)